Convincere i genitori a prendere un cane? Non farlo…

bambini e cuccioli foto

Il discorso sembra banale: chi non vuole un cane, non lo prende.

In realtà le cose sono ben diverse.

Ogni giorno siamo testimoni di situazioni complicate, contorte, forzate, dove chi desidera un cane spesso si sente in dovere di «convincere» le persone che vivono con lui ad accettarlo.

Lo scenario più comune è quello di chi vuole informarsi per sapere come convincere i genitori a prendere un cane. E così, tra ricerche e grandi sforzi di persuasione, magari il risultato si raggiunge.

Però…

Fin da subito si vedono genitori con espressione svogliata che aprono le porte di casa al beagle perché il figlio lo desiderava a tutti i costi.
Poi lo trattano come un appestato, schifati, perché se fosse stato per loro il cane non l’avrebbero visto neanche da lontano.

Poi esistono anche altre circostanze critiche.

Studenti fuori sede che litigano ogni cinque minuti perché «se sapevo che vivere con un cane era così, prendevo la camera da un’altra parte».

Oppure coppie dove ad ogni marachella del cucciolo uno/a rinfaccia al partner di essere vittima di questa scelta, che non avrebbe mai voluto un cane, che «non si può andare avanti così», ecc.

Oppure nonni che tutto avrebbero voluto tranne gestire il cagnolino del nipote, per cui alzano la voce appena gli passa vicino e se va bene lo lasciano fuori tutto il giorno perché «il cane deve stare fuori»…

Eccetera, eccetera.

Insomma, quando qualcuno ci chiede come convincere i genitori a prendere un cane (ed in generale convincere qualcuno poco entusiasta a vivere con il beagle), gli consigliamo di pensarci bene prima di prendere il cucciolo.

Spesso, crediamo che la soluzione sia quella di non prendere affatto un cane. O, almeno, non prenderlo in quel momento della vita.

Ecco perché.

Facendo due chiacchiere con qualsiasi educatore cinofilo, uno dei consigli di base che vengono dati *prima* di prendere un cane è: se non siete tutti d’accordo nel voler prendere un cane, meglio non prenderlo.

Ed è il consiglio che riproponiamo anche noi.

Se non sono *tutti* d’accordo nel voler vivere con un beagle, meglio non prenderlo.

Infatti, non c’è niente di più dannoso per la relazione che vivere in un ambiente dove ci sono musi lunghi, tensione e battibecchi causati dalla presenza del cane.

Perché? Cosa succede in un ambiente di questo tipo?

Prima di tutto, ne risente la coerenza.

Della coerenza avevamo parlato nel post «La coerenza nell’educazione», ma qui riassumiamo il concetto di base. Se vogliamo insegnare qualcosa al nostro cane è fondamentale che *tutte* le persone che vivono con lui si comportino allo stesso modo.

Per esempio, se non vogliamo che salga sul letto, *tutte* le persone che vivono con lui non devono mai farcelo salire.

Se anche solo una persona si comporta diversamente, tutto il lavoro diventa molto più difficile (se non impossibile).

E la stessa cosa vale se vogliamo che il cane viva tranquillo e sereno tra le mura domestiche. E’ meglio che tutti si comportino nello stesso modo nei suoi confronti, cioè è meglio che il cane sia accettato da tutti, così non sarà né confuso né disorientato.

Perché confusione e disorientamento generano ansia e insicurezza, in pratica una vita d’inferno non solo per il beagle, ma anche per il resto delle persone che ci vivono insieme.

In secondo luogo, giorno dopo giorno il cane percepisce che qualcuno non lo sopporta.

Anche se gli fanno i sorrisi, le carezze, se qualche volta gli tirano la pallina o gli dicono che è bravo, il cane percepisce lo stesso che la sua sola presenza è una grossa scocciatura per qualcuno.

E si regola di conseguenza, modificando tutti i suoi comportamenti nella vita quotidiana.

Per esempio, spesso diventa difficilissimo insegnargli il richiamo (della serie: «chi me lo fa fare di tornare da gente che non mi vuole?»).

Oppure il cane ha reazioni apparentemente ingiustificate verso uno o più membri della famiglia, come abbaiare nervosamente o scappare sotto una sedia se ci si avvicina. E così via.

Terzo particolare: ogni volta che bisogna scendere a compromessi tra chi vuole un cane e chi non lo vuole, la soluzione finisce per rendere tutti infelici.

E questo l’abbiamo visto praticamente in ogni famiglia dove qualcuno desiderava ardentemente un cane e qualcun altro no.

Per esempio, come andrà a finire nel caso tipico in cui i genitori storcono il naso ma alla fine accettano di prendere il cane perché il figlio piccolo lo voleva così tanto?

Nove volte su dieci si arriva al gigantesco compromesso «ok, però lo teniamo fuori perché se no ci riempie la casa di peli» (questa motivazione la possiamo sostituire con altre mille).

Il risultato?

  • Cane infelice (e pesantemente a rischio di problemi di comportamento) perché sta fuori tutto il giorno, separato dal resto della famiglia e privato delle esperienze fondamentali per il suo equilibrio psicofisico.
  • Bambino infelice perché non può giocare liberamente con il cagnolino e godersi la vicinanza del suo amichetto instaurando la giusta relazione che entrambi si meritano.
  • Genitori infelici perché c’è comunque un cane che non volevano e, maledetto il giorno che l’hanno preso, gli vuole fare sempre le feste con le zampe sui loro bei vestiti, rovina il praticello a cui tenevano tanto, appena fa «bau» casca il mondo perché «oddio, disturba tutti», ecc. ecc.

Tra l’altro, prendere un beagle «per i bambini» è uno dei cinque errori più comuni commessi dai proprietari di beagle. Evitiamoli, se vogliamo che la nostra vita insieme al cane sia costruita su fondamenta indistruttibili.

Esiste una soluzione a come convincere i genitori a prendere un cane?

Sì, ed è quella di pensarci su e parlarne *prima* di prendere un cane.
E soprattutto parlarne bene, sinceramente e con calma.

Ammetterlo ci addolora, ma è la dura realtà: purtroppo per un sacco di gente il cane è poco più che un oggetto, quindi prima di prenderlo (o di sbarazzarsene) non ci pensano tanto su.

Però, ci sono altrettanti umani (e stanno aumentando!) che sono finalmente consapevoli di che meraviglioso essere vivente sia il cane, e di che prezioso contributo possa dare alle nostre vite con la sua personalità.

Per questo è bene riflettere, pensarci su e parlarne con *tutte* le persone coinvolte prima di accogliere un beagle.

Per migliorare davvero le esistenze reciproche con una relazione divertente, solida, appagante e resistente negli anni.

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6 commenti su “Convincere i genitori a prendere un cane? Non farlo…”

  1. Buon giorno noi abbiamo desiderato ogni singolo componente della famiglia e il cane ne è membro attivo e amato… Purtroppo laia secondogenita non lo vuole e anche se ha solo tre anni è molto determinata ad allontanare il cane da lei ogni volta che le si avvicina.. So che Poldo ne soffre perché le vuole bene e cerca di giocare con lei appena la vede… Mi si spezza il cuore e cerco di migliorare le cose giocando insieme e facendo capire ad Anna che Poldo è un cane è che gioca in modo diverso… Come posso aiutare questi due amici a crescere bene insieme? Perché sono convinta che nascerebbe una bellissima amicizia se solo Anba volesse…

    1. Ciao Daniele, il fatto è che noi siamo educatori cinofili, ci occupiamo dell’educazione dei cani e di risolvere eventuali problemi che i cani hanno nei confronti dei bambini, ma qui si tratta del problema inverso, quindi forse dovresti rivolgere le tue domande a qualcuno di più esperto in materia di noi, anche perchè pensiamo che per risolvere il problema bisognerebbe capire il motivo per cui la tua bimba vuole allontanare il cane. Cmq prova a leggere l’articolo Bambini e cuccioli, magari ne ricavi qualche spunto di riflessione.

  2. Si Simona..penso anche io che forse la decisione è stata affrettata..comunque ora il cane c’è e le vogliamo molto bene..speriamo solo di riuscire ad avere più tempo..stiamo prendendo in considerazione anche l’idea di andare da un addestratore. Grazie per i consigli!

  3. Buongiorno, ho appena letto il vostro articolo e sono pienamente d’accordo con quello che dite, il problema è che mio padre a natale ha comprato un beagle da regalare alla famiglia (vi premetto che io e mia sorella viviamo fuori casa, quindi il cane si trova a vivere con mia madre e mio padre). Di prendere un cane i miei genitori ne avevano parlato ma non avevano deciso invece mio padre ha deciso da solo e l’ha preso..mia madre fin dall’inizio non è stata molto felice. Il problema ora è che abbiamo questo splendido beagle da novembre e mio padre stando fuori tutto il giorno per lavoro non se ne occupa, mia madre quando torna da lavoro non se ne vuole occupare..quindi il risultato è che il cane viene accudito, coccolato e portato fuori ogni volta che si può (perché lavorando entrambi imiei è difficile stargli dietro) ma è abituato a fare come gli pare. Non ha regole..è un cane molto dolce ma molto molto vivace..morde tutto e adesso ha imparato a fare i bisogni in giardino ma ogni tanto li fa anche in casa..secondo me perché vuolr comunque decidere lui. Mia madre è disperata perché non vuole stargli dietro..mio padre non può (ma sinceramente non saprebbe nemmeno cosa fare) la mia domanda è cosa possiamo fare per rendere la vita vivibile ad entrambi e dare qualche regola al cane?
    Grazie

    1. Ciao Valentina, mi sembra superfluo dire che per dare una buona educazione al cane bisogna essere presenti nella sua vita e diventare per lui un punto di riferimento. E’ chiaro che se in famiglia non si riesce a rispettare una certa routine, a dare delle regole precise e a farle rispettare sempre con la massima coerenza, il cane giustamente impara a fare quello che vuole. Se la situazione non cambia, è evidente che nella tua famiglia non c’erano e non ci sono tuttora le condizioni per gestire al meglio un cucciolo di beagle e ad impartirgli una buona educazione. Nel sito puoi trovare tutti i consigli che vuoi per risolvere tutti i problemi che ti sei presentano, basta solo dedicare all’educazione del cucciolo il tempo necessario e tanto impegno.