Torna all'homepage
ott
10

La paura nel cane

Autore: Francesco Vischi
Categoria: Curiosità

La paura nel cane fotoLa paura, nei cani come negli umani, è un meccanismo naturale nato per aumentare le probabilità di sopravvivenza di chi lo mette in atto, in una situazione percepita come pericolosa.
Infatti, provando paura davanti a certe sollecitazioni ambientali, scattano reazioni che permettono di difendersi o allontanarsi dalla minaccia stessa fino a tornare in uno stato ritenuto di sicurezza.

Nell’ambiente selvatico la paura può risolvere tante situazioni pericolose.
Del resto il cane ha avuto moltissimo tempo per mettere a punto questo sistema di difesa creando reazioni adeguate ad ogni tipo di pericolo, naturalmente insieme a tutte le altre emozioni che, oltre alla paura, gli hanno permesso di evolversi con successo.

Vivendo al nostro fianco, quindi nel mondo degli umani e spesso nel contesto urbano, qualche volta può succedere che certe situazioni siano percepite dal cane come pericolose anche se in realtà non lo sono, scatenando reazioni di paura che possono essere blande ma anche più serie.

Questo perché l’animale non si porta certo con sé ricordi ancestrali di strade asfaltate, grate metalliche e automobili! Sono tutte cose “nuove” per lui, a cui non è abituato per natura e che deve essere educato a non temere.

La paura si può manifestare con tre comportamenti, che nella terminologia anglosassone sono riassunti dalle “3 F”: “freeze, flight or fight” e cioè irrigidimento, fuga o combattimento.

  • Irrigidimento: di solito questo comportamento si ha quando il cane è incerto su come possano evolversi gli eventi e la minaccia è percepita come poco intensa. Normalmente il cane si accovaccia rimanendo immobile ma può anche capitare il caso opposto, cioè di fronte ad una paura fortissima il cane si può immobilizzare bloccandosi totalmente.
  • Fuga: è la risposta più frequente di un cane impaurito perché gli permette di allontanarsi velocemente dal pericolo. Se però non vede vie di fuga può sfociare nel terzo comportamento.
  • Combattimento: è aggressività dettata dalla paura, con la quale il cane intende combattere la causa del pericolo per sottrarsi ad esso. In questa circostanza può mancare la fase di minaccia quindi il cane può subito cercare di mordere senza prima “avvisare” con ringhi, abbai e postura da paura.

Qual è la postura di un cane impaurito?
Di solito possiamo capire che il nostro beagle è spaventato quando tiene la coda bassa piegata tra le zampe posteriori, le orecchie parallele ai lati del muso e con l’attaccatura bassa, gli occhi spalancati con le pupille dilatate. Possono esserci anche segnali di stress come sbadigli o leccate continue delle labbra e il beagle può anche tremare e avere il pelo eretto sulle spalle.

Se risponde alla paura con aggressività può aprire le orecchie verso la parte anteriore del muso e mostrare denti e gengive tentando di mordere ringhiando.
Se il suo comportamento ha successo, cioè se in seguito alla sua reazione di paura il pericolo viene effettivamente “sconfitto” (ad esempio se una persona estranea ritrae la mano con cui voleva accarezzare il cane impaurito), l’animale potrebbe adottare la stessa strategia in tutte le future situazioni simili (continuando l’esempio, potrebbe comportarsi in modo aggressivo con tutti gli estranei).

Cosa succede nel corpo di un cane impaurito?
Si verificano tutti quei cambiamenti fisiologici che preparano il fisico ad affrontare adeguatamente il pericolo. Possono cambiare da individuo a individuo.

  • Aumento della frequenza cardiaca, della pressione sanguigna e del ritmo del respiro.
  • Si riduce la sensibilità al dolore.
  • Si spalancano gli occhi e si dilatano le pupille.
  • Aumenta la vigilanza, cioè il livello di attenzione verso l’ambiente circostante.
  • Può svuotarsi la vescica.
  • Il cane può defecare vuotando anche le ghiandole anali.

Cosa può scatenare la paura in un cane?
In alcune situazioni una reazione paurosa può essere del tutto adeguata (ad esempio se il nostro beagle fugge di fronte all’attacco di un altro cane… pericoloso!) ma altre volte cose normalmente innocue possono essere erroneamente percepite come pericoli. Eccone solo un breve elenco.

  • Tuoni.
  • Rumore del vento.
  • Fuochi d’artificio/petardi/spari.
  • Frastuono del traffico.
  • Elettrodomestici.
  • Oggetti nuovi e sconosciuti (sacchi, vasi, ecc.)
  • Altri animali.
  • Alcune categorie di persone (ad esempio bambini, anziani, persone che si muovono in modo strano, con la divisa, con ombrelli o sacchetti, con cappelli o vestiti diversi dal solito, ecc.).
  • Luoghi sconosciuti o legati a particolari esperienze (ad esempio cliniche o ambulatori veterinari).

Quasi sempre alla base di paure inadeguate c’è la mancata abituazione del cucciolo verso certi stimoli nell’età che va dalle 3-4 alle 10-12 settimane, cioè nel periodo fondamentale per mettere le basi di una corretta socializzazione e percezione del mondo esterno. Spesso le cause delle paure si sovrappongono, ad esempio possono essere legate a esperienze pregresse dell’animale (ad esempio aggressioni di altri cani o traumi ricevuti da particolari esseri umani), a predisposizioni ereditarie verso un’indole paurosa e così via.

Come comportarsi se il nostro beagle ha paura?
Innanzitutto non dobbiamo accarezzare o consolare il cane quando è impaurito, altrimenti gli diamo la conferma di trovarsi in una circostanza effettivamente pericolosa! In questo modo in future situazioni simili tenderebbe sempre di più ad impaurirsi. Allo stesso modo non dobbiamo punirlo, aggiungendo inutile stress alla tensione che sta già provando il nostro povero amichetto.

È importante invece, se la situazione è innocua, ignorare le sue manifestazioni di paura, magari mettendoci al suo fianco (senza piegarci su di lui) e guardando altrove. In questo modo ci faremo vedere tranquilli e da noi non riceverà alcuna conferma. Se invece si dimostrerà tranquillo in una situazione dove di solito si sarebbe agitato, allora sarà il momento di premiarlo per il suo bel passo avanti!

Se il suo comportamento è invece troppo grave e diventa davvero ingestibile (col pericolo che si procuri lesioni, si smarrisca, ecc.) allora possiamo chiedere senza indugio il parere del veterinario, che potrebbe indicarci un comportamentalista con cui affrontare un percorso di risoluzione permettendoci di vivere di nuovo bene con il nostro amatissimo.